un nuovo percorso: reinserisco latte e uova

L’altro giorno mi sono chiesta se vi ho mai raccontato la mia storia… Sono 4 anni che scrivo su questo blog, che passate di qui, mettete fiducia nelle mie ricette ed ascoltate i miei consigli di cucina. Sono 4 anni che mi leggete, che parlo con voi, che condivido i miei esperimenti nella speranza di esservi di aiuto nel favoloso mondo delle intolleranze e… forse non vi ho mai raccontato la mia storia! E’ assurdo! Credo perciò che sia arrivato il momento di farmi conoscere un po’! 

Va beh, che mi chiamo Nicole già lo sapete. Sono nata il 23 settembre del 1988. Quel giorno era un venerdì. La mamma dice che saranno state le 13 quando ho pianto per la prima volta a squarciagola. Che sia un caso che fosse ora di pranzo? Io ho sempre fame!!! Sono figlia unica ed abito a Verona. Da quasi 2 anni convivo con Marco, il mio ragazzone. (…di lui vi parlo in un altro momento magari!)

Torniamo un po’ indietro. A 3-4 anni sono andata all’asilo ed ho conosciuto le mie amichette, ho avuto a che fare con i primi litigi e la primissima cotta. Al tempo mi chiamavano “la comandina”, avevo sempre qualcosa da dire, non stavo mai zitta e volevo decidere tutto tutto io.

 

Poi sono andata alla scuola elementare e le mie amicizie si sono allargate, è cominciato lo studio, ma sono anche comparsi i primi problemi al pancino. Tornavo a casa da una festa di compleanno, andavo a mangiare una pizza o un gelato e spesso stavo male. Ho fatto diversi test, più o meno scientifici. Avevo 16 anni quando ho fatto la mia prima visita per le intolleranze. Da lì in effetti le cose sono andate un po meglio. E’ vero, ho dovuto cambiare radicalmente la mia alimentazione, eliminare moltissimi nutrienti, ma quanto meno mi sembrava di avere la situazione sotto controllo. Poi mi sono resa conto che di anno in anno le mie intolleranze cambiavano e avevo sempre nuovi alimenti da guardare con occhio sospetto. In base ai vari risultati, ho eliminato, per alcuni periodi, carne rossa, olio, frumento, lieviti, pomodoro, crostacei, frutta secca e patate. Poi latte, latticini, uova, kamut, farro, soia, zucchero, avena, orzo, segale, frutta estiva e olio cotto.

Ammetto che, a volte, gli alimenti da mangiare erano veramente pochi; ma pian piano mi sono ingegnata per trovare soluzioni il più possibile appaganti. Questa tra l’altro è la strada che mi ha fatto avvicinare alla cucina, che mi ha insegnato a mettere amore nella preparazione di un dolce inventando ricette che sfidassero le regole tradizionali. Per me oramai non è più un problema sostituire un alimento con un altro. So come creare un tiramisù senza uova o come fare una crostata senza burro. So cosa ordinare al ristorante, so cosa chiedere al cameriere, so cosa suggerire alle mie amiche quando vado a cena da loro. Sono il mago delle diete di rotazione e anche di quelle ad eliminazione. Invento varianti alternative di ogni genere e tipo: senza latte, senza uova, senza lievito, senza soia, senza glutine, senza nichel, senza zucchero… e la cosa mi diverte parecchio!

Finita l’università di scienze della comunicazione, ho approfondito l’argomento intolleranze ed ho cominciato a studiare l’alimentazione. Al momento ho un diploma in “consulente in nutrizione e nutraceutica”conseguito alla CNM Italia, sede di Padova.

Dopo più di 10 anni di diete di rotazione e eliminazione mi sono detta “Qui c’è bisogno di una svolta!” “Ed anche se ho una paura bestiale ci voglio provare!” Lo scorso febbraio mi sono finalmente decisa a prendere appuntamento da un allergologo specializzato in problematiche come la mia. Poche settimane fa sono stata alla prima visita al centro SMA di Milano dove ho incontrato questo famoso medico, il dottor Attilio Speciani, che ho conosciuto al corso per consulenti in nutrizione. Il suo è un approccio alle intolleranze basato sul concetto di “infiammazione da cibo” per spiegare quei sintomi che l’organismo può manifestare in seguito ad un rapporto alterato con l’alimentazione. Il suo percorso prevedere di rieducare il nostro sistema interno, senza colpevolizzare alcun alimento, in pratica riconquistando la tolleranza a tutti gli alimenti.

E’ così che sta cominciando questo mio nuovo percorso che ho deciso di condividere con voi. Ho pubblicato questo post oggi, proprio perché da oggi comincia la mia prima reintroduzione del grano dopo diversi anni. Ho deciso di cominciare dal farro perché è l’ultimo cereale che ho abbandonato ed è per di più il mio preferito. Domani invece procederò con il parmigiano, poi lentamente con il latte vero e proprio.

Vi spiego come funziona: devo procedere come fosse uno “svezzamento”. Con cautela, e gradatamente, nei giorni liberi (mercoledì-sabato-domenica) reinserisco in piccolissime quantità gli alimenti che mi creano più infiammazione (grano/latte e latticini/olio cotto) per cominciare ad abituarmi a loro. Gli altri giorni invece li devo evitare completamente mangiando senza glutine, senza latte o olio cotto. Per una buona parte del percorso integrerò enzimi ed olio di perilla e ribes che dovrebbero supportare il mio organismo durante questo intenso percorso.

Se vi va di darmi manforte e seguire le mie vicissitudini io vi aspetto qui sul blog, ma soprattutto sul mio profilo social personale di Instagram @nicolescevaroli. 

Comments

  1. muffins proteici - […] diciamo… perché la reintroduzione di latte e grano (di cui vi avevo parlato in questo post) sta andando benissimo…

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